Viole a Sigmundsherberg

Il progetto “Viole a Sigmundsherberg” ha visto impegnati 49 studenti provenienti dalle classi 3D, 3E, 3F, 4E, 5A branca, 5B Branca guidati dai prof.ri Balocchi Carlo, Ferri Lorena e coordinati dalla prof.ssa Coraducci Francesca. L’intero gruppo, dopo aver assistito ad un incontro esplicativo con l’ing. Francesco Nicolini che ha condotto la ricerca sul luogo del campo di prigionia, è partito per il Viaggio della Memoria, dal 30 ottobre al 3 novembre 2017, in compagnia dello stesso ing. Nicolini e della rappresentante dell’Amministrazione provinciale, dott.ssa Patrizia Paoloni, in vece del Presidente Tagliolini. La prima tappa del Viaggio è stato il Sacrario di Redipuglia dove il gruppo è stato guidato da Aurelio Slataper (nipote del famoso scrittore combattente Scipio (“Il mio carso”) e dal prof. Luca Zorzenon, esperti del luogo e delle pratiche militari della I guerra mondiale, sia nel Sacrario che sul monte S. Michele dove sorge un suggestivo e celebrato museo all’aperto. Il loro contributo è stato davvero essenziale, molto suggestivo e ricco di informazioni. La visita di questi luoghi ha riscosso molta attenzione e rispetto da parte degli alunni. Ci siamo quindi spostati a Grado, dove, dopo una breve visita della cittadina e della Basilica di S. Eufemia, abbiamo pernottato.

 

Il giorno 31 ottobre siamo giunti a Vienna e abbiamo visitato il Shockomuseum della ditta Heindl, un’azienda pasticcera specializzata in cioccolato con una discreta zona dedicata all’informazione e alle visite guidate (in lingua inglese), nonché ad un assaggio dei prodotti tipici. Dopo l’alloggio nell’hotel Allegro abbiamo proseguito con una passeggiata sul Ring principale e nei dintorni del centro.

Seconda tappa 2

Il giorno 1 novembre è stato completamente dedicato alla visita del centro cittadino dove abbiamo ammirato la Cattedrale ortodossa, il duomo di S. Stefano , la chiesa di S. Pietro e i grandi viali centrali, per poi effettuare la visita completa e gratuita del Kunsthistorisches Museum, che ospita delle mostre che prevedono diversi itinerari come ad esempio quello nella pittura italiana dal Rinascimento al Barocco, dei pittori fiamminghi dal XVI secolo al XVIII e una sezione dedicata ai reperti romani ed egizi.

seconda tappa

Il giorno 2 novembre, insieme all’Assessore al Dialogo del Comune di Pesaro Luca Bartolucci, ci siamo recati all’Ambasciata italiana dove siamo stati accolti dal nostro referente Dott. Marco Di Ruzza, il Colonnello della Guardia di Finanza Roberto Magni e il Generale dell‘aviazione Giuseppe Gimondo. Si sono succeduti gli interventi di tutte queste autorità e del nostro Istituto: il Vicario dottor Marco Di Ruzza ha introdotto la cerimonia ricordando il ruolo dall’Italia nella Prima guerra mondiale, il valore del ricordo comune e l’educazione alla Pace. Il Generale Giuseppe Gimondi ha ricordato che la Patria è partecipazione e spesso ci si trova a pensare che questo valore si sia affievolito nel tempo mentre ci sono ancora molti conflitti da sanare. L’addetto alla difesa ha parlato del ruolo odierno dell’ OCSE e di quanti lavorino per gli accordi internazionali di pace: il suo augurio è stato quindi quello che le Forze armate diventino solo più un sostegno per le popolazioni civili e una garanzia per l’avanzare della pace. Il discorso dei professori referenti del nostro Istituto si è basato sull’intero viaggio e sui soggetti che l’hanno voluto, preparato e affrontato; soprattutto nell’ottica della consonanza di tanti che abbiamo incontrato nel triste percorso dal Sacrario di Redipuglia al Cimitero di Sigmundsherberg. È stata quindi la volta dei saluti della Dottoressa Paoloni, rappresentante della provincia di Pesaro e Urbino, che ha sottolineato il ruolo e la presenza dei nostri studenti nella prospettiva di creare ponti culturali tra le nazioni in nome della Pace comune. Anche l’Assessore al dialogo del Comune di Pesaro, Dottor Luca Bartolucci, si è rivolto agli studenti ricordando il valore di un’Europa unita: “un faro per le nostre nazioni”, che ha ancora un grande compito nei confronti del mondo intero per la realizzazione di accordi politici-economici-culturali. In rappresentanza del Sindaco L’assessore ha ringraziato in particolare il nostro Dirigente scolastico e quanti intervenuti perché «ci vuole molta tenacia e anche un po’ di follia per aver creduto e realizzato un progetto così ampio». L’ultimo affettuoso ringraziamento è stato per l’ingegner Nicolini, per le sue ricerche sulle orme del nonno e per la sua capacità di «farci tornare indietro e sentirci parte si coloro che hanno così generosamente combattuto per la Patria». La nostra delegazione ha portato oggetti e libri donati dalle eccellenze nei settori dell’industria e del design pesarese, in ordine: Molaroni Ceramiche Artistiche (piatto con la rosa di Pesaro), FIAM Italia (riproduzione della celebre poltrona Ghost in mostra al MOMA di New York) e Biesse (libri sulla storia e i progetti socio-culturali del Gruppo). L’ambasciata ha ricevuto anche il libro “Provincia bella” e qualche ricordo del nostro Comune, tra cui un dvd di musiche rossiniane in occasione della nomina di Pesaro quale “Città della Musica” da parte DELL’UNESCO. L’ingegner Nicolini ha infine distribuito alcune viole in ceramica dipinte a mano dal ceramista pesarese Mirko Bravi, simbolo del nostro viaggio e della gioventù recisa dalla guerra. Questi fiori, che la natura regala sul campo di prigionia di Sigmundsherberg ogni primavera, e che poeticamente rappresentano i prigionieri del campo lì caduti, sono diventate il simbolo del nostro Viaggio della memoria. La visita all’Ambasciata si è quindi conclusa con un ottimo buffet e con tour delle stanze di rappresentanza ricche di arredi e pitture del Palazzo Metternich provenienti dal castello sabaudo di Moncalieri.

terza tappa

Nel pomeriggio dello stesso giorno siamo partiti alla volta di Sigmundsherberg dove si è svolta la commemorazione ai caduti. Un particolare ringraziamento va ai seguenti studenti che hanno letto il discorso preparato in italiano e inglese: Talevi, Rusu, Rinaldini e Toselli (classe 3 D). La commemorazione a Sigmundsherberg è avvenuta in un clima di grande partecipazione: presenti da parte austriaca il Borgomastro, sig. Franz Goed, i rappresentanti della Croce Nera (organizzazione che si prende cura dei monumenti dimenticati), veterani di guerra, scolaresca di un Istituto Alberghiero locale (Horn), e la presenza della cittadinanza. La nostra delegazione è rimasta vivamente colpita dell’interesse suscitato e dai discorsi improntati alla collaborazione e al dialogo fra i popoli e soprattutto tra i giovani. Anche L’assessore Bartolucci ha sottolineato l’importanza della ricerca da parte dei giovani e il rispetto della conoscenza storica per la conservazione della pace, valore oggi sempre più irrinunciabile. I nostri ragazzi hanno invece recitato un discorso e una preghiera in memoria dell’esperienza di Elmo Cermaria, nonno dell’ingegner Nicolini, ma valida per tutti i giovani caduti del campo di prigionia. La deposizione congiunta delle corone commemorative e lo scambio di doni tra le delegazioni ha costituito il momento clou di questa esperienza: in cambio di una targa commemorativa e di una stampa della Pesaro settecentesca, abbiamo ricevuto una bellissima pubblicazione sulla storia del campo. Nel centro del paese di Sigmundsherberg abbiamo potuto visitare un interessante museo ferroviario dove sono stati raccolti con grande attenzione e civiltà i reperti provenienti dal Campo di prigionia, i ricordi, le foto di quell’epoca ed è stato ricostruito un efficace modello del Campo, molto apprezzato dagli studenti. Anche in quest’occasione i ragazzi si sono dimostrati partecipi e attenti. Possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti del viaggio progetto “Viole a Sigmundsherberg” sia per la ricchezza di informazioni, di ricostruzioni storiografiche passate ai nostri studenti e di articolazione di eventi sia per i legami creati con l’Istituto Alberghiero di Horn, col quale stiamo prendendo contatti per avviare un gemellaggio. Ai nostri ragazzi resta il ricordo di quest’esperienza indimenticabile e dei luoghi visitati, di quei nomi dei caduti letti nei monumenti commemorativi oramai impressi in maniera indelebile nelle loro coscienze con l’augurio che possano serbarne il ricordo e una grande responsabilità: tramandarne la testimonianza.